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lunedì 16 dicembre 2013

Kipoint, gli imprenditori contro Poste italiane


Nel quotidiano Il Centro è uscito il primo articolo relativo alla riunione che abbiamo fatto insieme all'Associazione Codici qualche giorno fa a Pescara.

Il giornale scrive: "L'Antitrust ha dato loro ragione, lo stesso ha fatto il Tar del Lazio, e ora sono in attesa della decisione che prenderà il Consiglio di Stato, il quale ha rimesso la soluzione del caso nelle mani della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Ma nel frattempo hanno perso decine di migliaia di euro in investimenti e chiedono che a intervenire sia la presenza del Consiglio dei Ministri, affinché stanzi una cifra sufficiente per risarcire i danni subìti".

L'intero articolo è disponibile al seguente link.

lunedì 9 dicembre 2013

Kipoint truffa: le vittime coinvolte parlano in tv

Sono in molte le vittime che sono rimaste truffate dal progetto Kipoint del Gruppo Poste Italiane, ma nessuno di loro ha deciso di arrendersi. Anzi!

La loro rabbia nei confronti di un franchising tanto disonesto quanto dispendioso continua e si affida ora a Codici, l'Associazione dei Consumatori, che ha intenzione di sostenerli in questa causa.


Ecco i primi video di quanto accaduto durante l'incontro tra le vittime della truffa e l'Associazione Codici.









giovedì 27 dicembre 2012

Kipoint: il caso passa alla Corte di Giustizia della Comunità Europea


Secondo l'ordinanza collegiale n° 201206636 del 21/12/2012, è stato deciso di sospendere il giudizio della sentenza con rinvio alla Corte di Giustizia della Comunità Europea (per maggiori informazioni, cliccare al seguente link)

Siamo diventati famosi, dunque: il caso Kipoint passa ai piani alti e và dritto dritto alla Comunità Europea. Ne vedremo delle belle.

Stay tuned.



mercoledì 29 agosto 2012

Il parere dei dirigenti Kipoint sui punti vendita chiusi



I dirigenti del Gruppo Kipoint sostengono che le chiusure dei punti vendita siano dovute a incapacità imprenditoriale. 
Faccio notare che fra questi punti vendita Kipoint chiusi per fallimento ci sono imprenditori che già svolgevano il lavoro di spedizionieri e tale attività viene tuttora svolta con successo, ad esempio ki001 , ki040, ki051,ki029...e altri.
Esemplare il caso dei punti vendita tuttora aperti i quali non spediscono con sda. 
E' come avere un negozio Benetton e non vendere la merce di tale marchio.
Il Signor Amministratore Delegato Michele Scarpelli che prova tanta soddisfazione per i 75 negozi aperti non prova vergogna per i 100 punti vendita chiusi?
Se i progetto era così valido come mai sono stati chiusi i due punti vendita pilota di Milano e Roma gestiti direttamente dal Gruppo Kipoint delle Poste Italiane?
La gestione non era forse così conveniente?
Il fallimento dei 100 e più negozi ha provocato un disastro economico per altrettante famiglie italiane che sono cadute nel tranello fidandosi del marchio Poste Italiane.
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA !!!