giovedì 23 ottobre 2014

Emanuele Scagliusi (M5S) all'AD di Poste: "Ing. Caio risponda su KIPOINT". E lui non risponde


Continua senza sosta la battaglia del deputato Scagliusi (M5S) al fianco degli ex affiliati KIPOINT, sul piede di guerra per veder riconosciuto il loro diritto al risarcimento. Ma sia Poste Italiane, con il suo Amministratore delegato Francesco Caio, sia il viceministro per lo Sviluppo Economico De Vincenti preferiscono non rispondere alle sollecitazioni, limitandosi ad addossare le colpe agli imprenditori, rei di non essere stati in grado di gestire al meglio i loro punti vendita. 

 L’Ing. Caio, infatti, ha evitato di rispondere alle domande del deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S), primo firmatario di una interrogazione parlamentare sul caso, sui danni causati da KIPOINT alle famiglie coinvolte. Poi è stata la volta del viceministro De Vincenti, il quale, a nome del Governo, si è limitato a motivare le numerose chiusure che hanno riguardato i punti vendita KIPOINT legandole all'insorgenza di problemi a carattere personale ed imprenditoriale dei singoli franchisee. 

 È da gennaio scorso che il deputato pugliese Scagliusi (M5S) si sta occupando del caso KIPOINT, la rete di negozi in franchising di SDA Gruppo Poste italiane che opera come centro servizi per spedizioni, servizi di imballaggio, invio fax, copisteria, stampa digitale, mailing e come rivenditore a catalogo di prodotti di cancelleria e cartoleria. Dopo la chiusura di oltre 100 franchisee tra il 2005 ed il 2010, tra cui solo in Puglia quasi il 50% di quelli aperti, gli ex affiliati hanno richiesto il risarcimento dei danni contrattuali ed extracontrattuali, dal momento che la società avrebbe ingannato gli aspiranti franchisee con una serie di messaggi di pubblicità ingannevole. 

Il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) ha dichiarato:
“La resistenza di PosteShop è veramente inaccettabile. Le informazioni ingannevoli sono chiarissime e dichiarate dall'AGCOM, la concorrenza sleale pure. Tra l'altro si continua a permettere che Poste Italiane sovvenzioni SDA Express Courier, controllata al 100% da Poste e a sua volta detentrice del 100% di Kipoint, che ormai da anni è cronicamente in grave default finanziario. E chi li paga i debiti? Poste Italiane, che già nel 2011, ha coperto con un 'aiutino' di 107 milioni di euro. Si, 107 milioni di euro di soldi pubblici”

 Sia nell’audizione informale tenuta dall’AD di Poste in Commissione Trasporti alla Camera sia nell’interrogazione a risposta immediata con il viceministro dello Sviluppo Economico De Vincenti in Commissione Attività Produttive, il deputato Scagliusi ha chiesto se fossero al corrente della situazione in cui versano più di un centinaio di famiglie che hanno riposto in KIPOINT i sacrifici di una vita. 
“Purtroppo sia Poste che il Governo hanno dimostrato, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, il loro disinteresse nei confronti dei cittadini e dei piccoli imprenditori. Addirittura, anche i dirigenti del gruppo Kipoint sostengono che le chiusure di molti punti vendita siano dovute a incapacità imprenditoriale. Io sostengo, invece, che l’incapacità era tutta nell'idea imprenditoriale così come è stata concepita. Basti pensare che sono stati chiusi anche i progetti pilota di Milano e Roma, gestiti direttamente dal gruppo Kipoint delle Poste italiane. Non mi è rimasto che ribadire l’estrema e immediata necessità che il Governo si prenda le proprie responsabilità e s'impegni a sollecitare Poste italiane ad aprire tavoli di trattativa per definire, anche a saldo e stralcio, le singole posizioni al fine di porre rimedio definitivamente a questo pasticcio, invece di fare orecchie da mercante ed ignorare le molteplici azioni e istanze. In questo modo, si potranno evitare problemi maggiori scongiurando il rischio, sempre più vicino per alcuni, di essere costretti a vendere la propria unica casa”.

lunedì 16 dicembre 2013

Kipoint, gli imprenditori contro Poste italiane


Nel quotidiano Il Centro è uscito il primo articolo relativo alla riunione che abbiamo fatto insieme all'Associazione Codici qualche giorno fa a Pescara.

Il giornale scrive: "L'Antitrust ha dato loro ragione, lo stesso ha fatto il Tar del Lazio, e ora sono in attesa della decisione che prenderà il Consiglio di Stato, il quale ha rimesso la soluzione del caso nelle mani della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Ma nel frattempo hanno perso decine di migliaia di euro in investimenti e chiedono che a intervenire sia la presenza del Consiglio dei Ministri, affinché stanzi una cifra sufficiente per risarcire i danni subìti".

L'intero articolo è disponibile al seguente link.

lunedì 9 dicembre 2013

Kipoint truffa: le vittime coinvolte parlano in tv

Sono in molte le vittime che sono rimaste truffate dal progetto Kipoint del Gruppo Poste Italiane, ma nessuno di loro ha deciso di arrendersi. Anzi!

La loro rabbia nei confronti di un franchising tanto disonesto quanto dispendioso continua e si affida ora a Codici, l'Associazione dei Consumatori, che ha intenzione di sostenerli in questa causa.


Ecco i primi video di quanto accaduto durante l'incontro tra le vittime della truffa e l'Associazione Codici.









giovedì 27 dicembre 2012

Kipoint: il caso passa alla Corte di Giustizia della Comunità Europea


Secondo l'ordinanza collegiale n° 201206636 del 21/12/2012, è stato deciso di sospendere il giudizio della sentenza con rinvio alla Corte di Giustizia della Comunità Europea (per maggiori informazioni, cliccare al seguente link)

Siamo diventati famosi, dunque: il caso Kipoint passa ai piani alti e và dritto dritto alla Comunità Europea. Ne vedremo delle belle.

Stay tuned.



lunedì 17 settembre 2012

Kipoint insoddisfatti unitevi: è ora di protestare!


Messaggio per tutte le amebe senza palle degli ex affiliati Kipoint !!!
Andate a guardare TVA Vicenza del 14/09, una manciata di commercianti che si ribella ad una nuova linea Bus in centro storico, 3 giorni di linea, 3 ORE di protesta e sindaco e giunta hanno immediatamente sospeso la linea.
Siamo riusciti in pochi a fare molto...con proteste e stampa a viso aperto.
Adesso...invece di continuare a scrivere e chiamare me e legali vari che non servono a nulla...io propongo pubblicamente a tutti gli ex affiliati e gli attuali affiliati scontenti ( tutti ), una protesta che farà tremare i vertici di poste.
Riuniamoci, con il supporto di stampa e televisione, in viale Europa a Roma e incateniamoci ai cancelli degli uffici Poste Italiane.
Impediamo l'ingresso a migliaia di dipendenti, voglio vedere come faranno a ignorarci, urliamo, facciamoci sentire, basta frignare come bambolette.
Facciamolo e io vi giuro che sarò il primo a incatenarsi ai cancelli e che per strapparmi dalle catene dovranno essere in tanti.
Siamo vicini alle elezioni, è la giusta occasione, nessuno vuole polveroni adesso, urliamo la verità, siamo in tanti.
FACCIAMOLO, BASTA FRIGNARE, TIRIAMO FUORI I COGLIONI. ! 

Serve che lo dica....CONDIVIDETEEEEEEEEE

Borsetti, Montuolo....vi ripeto quello che dissi anni fà....NON MI FERMERETE MAI !!!


photo credit: ervega via photo pin cc

mercoledì 29 agosto 2012

Il parere dei dirigenti Kipoint sui punti vendita chiusi



I dirigenti del Gruppo Kipoint sostengono che le chiusure dei punti vendita siano dovute a incapacità imprenditoriale. 
Faccio notare che fra questi punti vendita Kipoint chiusi per fallimento ci sono imprenditori che già svolgevano il lavoro di spedizionieri e tale attività viene tuttora svolta con successo, ad esempio ki001 , ki040, ki051,ki029...e altri.
Esemplare il caso dei punti vendita tuttora aperti i quali non spediscono con sda. 
E' come avere un negozio Benetton e non vendere la merce di tale marchio.
Il Signor Amministratore Delegato Michele Scarpelli che prova tanta soddisfazione per i 75 negozi aperti non prova vergogna per i 100 punti vendita chiusi?
Se i progetto era così valido come mai sono stati chiusi i due punti vendita pilota di Milano e Roma gestiti direttamente dal Gruppo Kipoint delle Poste Italiane?
La gestione non era forse così conveniente?
Il fallimento dei 100 e più negozi ha provocato un disastro economico per altrettante famiglie italiane che sono cadute nel tranello fidandosi del marchio Poste Italiane.
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA !!!

lunedì 23 luglio 2012

La lista dei Kipoint chiusi



Che l'apertura di un punto vendita Kipoint fosse una truffa bella e buona, questo l'abbiamo ripetuto più volte. 

Accade però che, sebbene i truffati urlino a gran voce tutto il proprio sdegno nei confronti di un marchio, quale Poste Italiane, che ha ben pensato di architettare un piano ingegnoso per raccimolare i soldi di ignari investitori, esiste ancora qualcuno che rimane scettico.

E come dargliene torto? Quando si parla di Kipoint e di Poste Italiane la situazione si delinea tra il surreale e il tragi-comico.

Per dimostrarvi che quel che diciamo è il vero, ecco a voi la lista dei punti vendita che hanno chiuso per fallimento dalla nascita del progetto, avvenuta nel 2004, fino ad oggi.

Se doveste parlare con qualcuno degli alti dirigenti chiedendo loro il motivo di così tante chiusure, loro probabilmente negheranno. Ma basta una connessione ad internet, per verificare che quel che diciamo è il vero.

1 ) Ki001   Torino
2 ) Ki002   Bassano del Grappa
3 ) Ki003  Bitonto
4 ) Ki005  Grosseto
5 ) Ki006  Torino
6 ) Ki007 Assago
7 ) Ki008  Verona
8 ) Ki009  Martina Franca
9 ) Ki010 Napoli
10) Ki 011 Torino
11) Ki 012 Avellino
13) Ki 013 Milano
14) Ki 014 Carpi
15) Ki 015 Chiuso
16) Ki 016 Roma
17) Ki 017 Alessandria
18) Ki 018 Roma
19) Ki 019 Altamura
20) Ki 021 Bologna
21) Ki 022 Roma
22) Ki 023 Cagliari
23) Ki 024 Marano
24) Ki 028 Taranto
25) Ki 029 Torino
26) Ki 030 Chiuso
27) Ki 031 Novara
28) Ki 032 Belluno
29) Ki 033 Chiuso
30) Ki 034 Alghero
31) Ki 035 Campobasso
32) Ki 037 Frattamaggiore
33) Ki 038 Perugia
34) Ki 039 Bari Via Dante
35) Ki 040 Messina
36) Ki 042 Ascoli Piceno
37) Ki 043 Chiuso
38) Ki 045 Reggio Calabria
39) Ki 047 Rimini
40) Ki 048 Monza
41) Ki 050 Mantova
42) Ki 051 Trapani
43) Ki 052 Perugia
44) Ki 053 Chiuso
45) Ki 054 Torino Corso Novara
46) Ki 055 Chiuso
47) Ki 056 Fano
48) Ki 058 Ragusa
49) Ki 062 Busto Arsisio
50) Ki 064 San Banedetto del Tronto
51) Ki 065 Chieti
52) Ki 066 Palermo
53) Ki 067 Benevento
54) Ki 069 Napoli
55) Ki 070 Rivoli
56) Ki 073 Pisa
57) Ki 077 Pomezia
58) Ki 078 Modena
59) Ki 079 Roma
60) Ki 080 Roma – Via Deleva
61) Ki 083 Treviso
62) Ki 084 Viareggio
63) Ki 085 Catania
64) Ki 087 Chieri
65) Ki 089 Foligno
66) Ki 092 Verona
67) Ki 094 Sora
68) Ki 096 Bisceglie
69) Ki 097 Reggio Emilia
70) Ki 098 Bergamo
71) Ki 099 Lamezia Terme
72) Ki 101 Sassuolo
73) Ki 102 – Chiuso
74) Ki 104 Salerno
75) Ki 105 Roma – Via Blaserna
76) Ki 106 Vibo Valentia
77) Ki 110 Casalecchio
78) Ki 111 Lanciano
79) Ki 112 Lodi
80) Ki 114 Legnano
81) Ki 118 Palermo
82) Ki 119 Sanremo
83) Ki 121 Ravenna
84) Ki 124 Potenza
85) Ki 129 Casal Monferrato
86) Ki 130 Vicenza
87) Ki 132 Verbania
88) Ki 134 Bolzano
89) Ki 136 Vallo della Lucania
90) Ki 139 Paternò
91) Ki 143 Marostica
92) Ki 146 Vicenza
93) Ki 147 Milano – Via Murillo
94) Ki 148 Mai aperto
95) Ki 150 Sarzana
96) Ki 152 Marigliano
97) Ki 155 Rende
98) Ki 158 Arzignano
99) Ki 163 Firenze
100) Ki 164 Montecchio
101) Ki 165 Roma – Via dei Castagni
102) Ki 167 San Giorgio a Cremano

Tutti i punti vendita Supermedia non effettuano spedizioni SDA.
Non accetta e non effettua spedizioni SDA: Ki 145, Ki 100, Ki 093